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(…) in questa Cina del 2002, non ancora contaminata dall’euforia delle Olimpiadi di sei anni dopo, è avvertibile come l’occhio discreto dell’autore cerchi di superare gli inevitabili stereotipi degli itinerari turistici puntando attenzione e obiettivo sugli elementi di contrasto per esaltarne tutte quelle contraddizioni che producono, a turno, fatica umana, sradicamento, senso della pochezza del singolo nell’incombente e onnivoro ingranaggio metropolitano.
Da Pechino a Hong Kong, passando per Nanchino, Suzhou, Shanghai, Xi’An, Guilin, Maurizio Leoni realizza così un itinerario di conoscenza e comunicazione dell’individuo, più che genericamente del popolo o del continente-nazione cinese, in cui specchiare ingenuità, insicurezze, sproporzioni, anche e soprattutto nostre.
Sebastiano A. Giuffrida
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